La guerra della Rete è cominciata – o forse è cominciata già qualche anno fa, e questa settimana verrà ricordata come uno dei momenti-clou del conflitto.

Da un lato, ovviamente, c’è Facebook che, non soddisfatto del funzionamento del suo sistema di messaggistica istantanea, e spaventato dalla concorrenza di App decisamente migliori come (per dirne una) WhatsApp, ha deciso di risolvere il problema alla radice – comprandosi proprio WhatsApp per l’astronomica cifra di 19 miliardi (!) di dollari.

Dall’altra parte c’è la concorrenza. Google, per esempio, che ha annunciato la produzione di uno smartphone in grado di mappare a 360° l’ambiente circostante; una nuova via verso la realtà aumentata (a proposito: se state seguendo le vicende di Oculus Rift, sappiate che l’oggetto è fuori produzione perché mancano i pezzi…) chiamata Project Tango, che «infrangerà i confini delle due dimensioni dettati dallo schermo del telefono». O Microsoft, che per i suoi nuovi smartphone ha deciso di solleticare la fantasia dei gamer di tutto il mondo introducendo Cortana, la risposta a Siri che arriva dalla saga videoludica di Halo.

E sempre a proposito di innovazioni e rivoluzioni: dalla Germania, dalla sede di BMW, arriva una notizia che potrebbe cambiare il modo di vivere le giornate lavorative. La casa automobilistica, infatti, ha annunciato che nel conteggio delle ore di lavoro dei propri dipendenti rientrerà anche il tempo speso a sostenere l’azienda fuori orario d’ufficio, con SMS, mail, tweet e amenità simili. Quando vedrete sui mezzi pubblici gente che messaggia furiosamente, non odiateli: stanno solo cercando di guadagnare abbastanza tempo da uscire mezz’ora prima il venerdì sera.

Chiudiamo con due notizie tra il sacro e il profano. Da un lato, un po’ di divertimento per i lettori di sesso maschile (o femminile, se apprezzano): Kate Upton, supermodella dalle forme, diciamo così, prorompenti, ha deciso di farsi ritrarre in bikini… a gravità zero, per un servizio di Sports Illustrated. Non a caso è stato il contenuto più letto della settimana.

E poi, purtroppo, siamo costretti anche a noi a commentare le tragiche notizie che arrivano da Kiev, dove è in corso quella che non esitiamo a definire una rivoluzione. Non aspettatevi, però, valutazioni politiche o analisi approfondite della situazione: per noi tecnofili il momento più significativo di questi giorni arriva da Twitter, dove una giovane infermiera coinvolta negli scontri di piazza ha pubblicato un cinguettìo tremendo: «Muoio», seguito da una foto in cui si mostrava sanguinante in seguito a una ferita (accidentale?) da arma da fuoco. Il giornalismo diffuso e “dal basso”, il potere dei social e la loro integrazione perfetta con la nostra vita quotidiana sono gli elementi su cui abbiamo riflettuto nel nostro commento all’accaduto.