In questo periodo ne parlo e ricerco molti dati sul web marketing e le PMI in Italia.

Ho necessità di dare la giusta collocazione alle lamentele che mi sono pervenute attraverso mail o telefonate con potenziali clienti in fase di offerta.

Certo non è sempre detto che ci sia pura verità, sono una di quelle che vuole sentire entrambe le campane, ma un fondo ci sarà pure no?

E ti riporto più o meno gli umori:

Ti ho scelto perché ho letto che sei onesta e leale. Finora ho speso solo soldi e non ho ricevuto nulla in cambio”.

Era pure una bella Agenzia ma mi ha mandato sempre delle belle fatture ma di risultati nemmeno uno”.

E ho cominciato a tremare, perché se hanno speso soldi senza essere felici il passo successivo sarà chiedere a me di rimediare alla situazione senza avere budget no?

Ho pensato allora che dobbiamo lavorare molto sulla cultura del web marketing perché le PMI in Italia, ma anche le Grandi Imprese, le Associazioni o gli Enti possano comprendere l’importanza di esserci e, soprattutto, di investire fidandosi.

Così ho cercato qualche dato per te. L’Europa non si occupa molto del mercato digitale, ce lo dice un report di Email-Brokers, e il dato che più mi ha fatto pensare e mi preme dirti è che in Germania, nel 2013, tra le aziende tedesche fallite l’87% non era presente in rete e la stessa tendenza si è rilevata in Italia con ben l’83%, e non è andata molto bene nemmeno negli altri 22 Paesi dell’indagine.

Uno dei dati che mi ha messo tristezza è che in Italia il 79% dei siti non è aggiornato da oltre un anno. Ma come? Regola aurea di Google è il contenuto fresco!!!

Da una parte mi dico che dovrei essere felice: nel settore web marketing c’è tanto da fare per risollevare le sorti delle Piccole Medie Imprese che tanto amo qui nel Veneto e nel resto del Bel paese.

Dall’altra mi dico, ma se solo il 53% delle Aziende Italiane è online e male, perché dovrebbero investire su di me?

Allora, caro Imprenditore che leggi Paper Project, tu moglie del proprietario di quel florido esercizio commerciale e te Responsabile Marketing con e-commerce triste e lasciato a se stesso, leggi qui voglio darti delle dritte.

Prima qualche dato veloce proveniente da Event Report:

Se applichi attività volte a portare traffico al tuo sito e a generare conoscenza del tuo Brand, avrai il 54% in più di contatti commerciali rispetto a chi lavora con tecniche tradizionali.

Sei una B2B? Hai la possibilità di generare il 67% di contatti che potrebbero diventare possibili clienti semplicemente aprendo un blog interessante.

E ora un “3 consigli semplici per Imprenditori felici di dedicare parte del proprio budget 2016 in web marketing”:

1. Non pensare che online sia diverso da offline. Se sei in piedi è perché conosci il tuo processo, lo sai misurare e sai porti degli obiettivi. Chiedi consulenza per arrivare a fare lo stesso con il fantastico mondo di Google.
2. Insegna ai tuoi commerciali a essere digital: fagli frequentare dei corsi sulla lead generation attraverso i Social, dotali di un bel sito aggiornato da mostrare a potenziali clienti e, se vedi che c’è qualche affinità con la scrittura, fagli scrivere dei bei post.
3. I tuoi fornitori li misuri? Bene fallo anche con noi, decidiamo insieme quali sono gli obiettivi da raggiungere e obbligami a fornirti un report che certifichi il mio lavoro, ma che soprattutto ci permetta insieme di attuare piani alternativi se la strategia proposta non funziona.

Sono convinta che una maggior conoscenza del settore da parte delle PMI in Italia ci metterà tutti al riparo da cugini, figli e amici che si propongono come aiuto per il web, ma anche da disonesti operatori del settore che fanno ciò che vogliono perché giocano sul fattore “ignoranza in materia”.

E’ sicuramente complesso comprendere ciò che facciamo ma, di fronte ai numeri, non c’è complessità che tenga.

Con tutto il mio #SEOSPIRITO… alla prossima!