Dopo un anno e sei mesi da freelance, ho imparato a gestire le due cose. Quando a Febbraio del 2013 ho deciso di intraprendere un percorso lavorativo diverso ero da sola, single e spensierata (si fa per dire) ma avevo tutte le forze e tutte le energie per “buttarmi” nel lavoro.

Mi è servito perché i primi mesi è tutto “nuovo”, tutto da organizzare, pianificare, da nottate per chiudere un progetto e una vita senza orari prestabiliti. I primi tempi ero più che reperibile, fino a tarda sera e anche il weekend, ma forse perché non avendo altri progetti non mi pesava il fatto di sacrificare del tempo libero per il lavoro. Se siete agli inizi della vostra esperienza da Freelance e volete capire qualcosa di più vi consiglio l’ebook Ricette per un anno da freelance di Mariachiara Montera.

Ad Ottobre dell’anno scorso, c’è stata una “new entry”: un fidanzato. La mia vita da freelance ha avuto uno scossone, o meglio, ho imparato a gestire entrambe le cose. All’inizio è stato complicato perché magari ero “costretta” a lavorare il sabato o la domenica, ma per fortuna il mio moroso ha un hobby che spesso lo porta in trasferta, quindi diciamo che ci siamo aiutati a vicenda. Dipende ovviamente da chi ci sta accanto, molti magari possono non accettare il fatto di dover passare il weekend da soli…

La verità è che essere freelance vuol dire lavorare più di altri professionisti, banalmente di chi ha un lavoro in un’agenzia, oppure semplicemente il sabato è a casa. Però, d’altro canto, se non si lavora non si guadagna, quindi bisogna trovare un giusto compromesso tra le due cose.

La vita privata è importante e bisogna riuscire a dare le giuste attenzioni a un fidanzato oppure un marito, ecco qualche regola che mi sono imposta così da poter gestire tutto in tranquillità (o quasi).

1) TO DO LIST
Fondamentale averne una o più. Personalmente pianifico la sera prima quello che devo fare il giorno dopo, compresi appuntamenti, riunioni e spostamenti. Se so di andare a Milano, in treno ottimizzo quell’ora facendo un’attività offline che non preveda una connessione internet, quindi contabilità, attività di editing o semplicemente scrivo un post per il blog. Poi c’è la to do list settimanale, su una lavagna accanto alla work station così da avere tutto sotto controllo quando sono al telefono, evitando di accavallare impegni e riunioni. Questa organizzazione mi permette di capire quanta mole di lavoro ho durante la settimana e di potermi organizzare così la sera e il tardo pomeriggio per appuntamenti o momenti di svago.

2) OTTIMIZZARE IL TEMPO
Ognuno ha i suoi ritmi, io ad esempio lavoro molto bene la mattina dalle 7.15 fino alle 9.30, orario in cui la gente non è già in ufficio e quindi ho più tempo per poter programmare i social, preparare presentazioni, preventivi, insomma tutte attività in cui ho bisogno di tranquillità, senza avere tante pause continue, come può essere la risposta a una mail o a una telefonata.

3) DOPO UNA CERTA ORA NON SI RISPONDE
Non siamo dei dottori, ovviamente se non è l’urgenza, ma bisogna imparare a spegnere il computer dopo una certa ora. Lavorando da casa non ci si accorge che in realtà la pausa pranzo è 15 minuti con un tablet sul tavolo, la cena è cucino, guardo le mail e mangio. Ecco quest’abitudine va eliminata da subito. Bisogna imporsi degli orari come se lavorassimo in un ufficio. Dopo le 20 se ricevo una mail di lavoro, oppure una telefonata, non rispondo. Diventa la prima attività del giorno dopo, richiamare la persona oppure rispondere alla mail.

4) QUANDO SI E’ CON LUI NIENTE TELEFONO
Bisogna dimenticarsi di avere uno smartphone. Le prime volte sarete assillate da “oddio e se ricevo una mail?”, poi con il tempo invece ci si abitua. Io personalmente detesto le persone che mentre parli stanno a guardare, chattare ecc. con lo smartphone, è una vera e propria fobia, si chiama Phubber, ne scrissi un pezzo tempo fa. Quando si è in compagnia tutte le energie vanno verso quella persona, sia per rispetto ma soprattutto per staccare la spina.

5) PAUSA RELAX – NIENTE PANICO
jpegDurante la giornata bisogna ritagliarsi dei momenti di svago, come una passeggiata, un caffè con le amiche o semplicemente un bagno caldo. Piccoli momenti in cui ci si “isola” dal lavoro ma che servono per ricaricare le energie e affrontare ogni cosa in maniera più rilassata. Molto spesso mi faccio “prendere dall’ansia” di avere tante cose da fare. A tal proposito suggerisco la lettura di “Detto, fatto! L’arte dell’efficienza” di David Allen che, grazie al suo programma, aiuta a organizzare e gestire le giornate. L’autore dimostra che è possibile affrontare tutti gli impegni senza ansia. Il punto di partenza è semplice: la produttività è direttamente proporzionale alla capacità di sapersi rilassare, perché solo con una mente sgombra i pensieri possono essere sistematici e la creatività può generare risultati. Vi assicuro che è un toccasana!

6) DORMIRE
Molto spesso si lavora anche 13 o 14 ore di seguito, questo è alquanto deleterio sia per la salute sia per la lucidità mentale. Si rischiano di fare errori o semplicemente di lavorare con una qualità più ridotta del normale. E’ semplice, siamo umani prima di tutto. Bisogna ascoltare il proprio corpo: quando siamo stanchi, anziché riempirsi di caffè, è meglio andare a dormire e piuttosto recuperare il giorno dopo con tutte le forze e con l’energia necessaria per affrontare una giornata di lavoro. E’ molto importante soprattutto per non rovinare il rapporto con il partner: se siamo stressati, siamo anche più vulnerabili e spesso si litiga per niente.

7) COLTIVATE UNA PASSIONE
Qualcosa che riesca a farvi staccare la spina, la vostra cura di “detox” dopo le lunghe giornate passate davanti al computer tra mail, clienti, richieste e progetti da seguire. Può essere cucinare, praticare uno sport, oppure leggere un buon libro. Cosa faccio io? Corro ai campetti a giocare a basket (con il moroso), oppure sto coltivando il suo stesso hobby così da poterlo seguire nei weekend in giro per l’Italia e per l’Europa. Non male vero?

Questo per dire che anche come Freelance si può costruire una relazione e mettere su famiglia, incastrando tutto per bene. Avete presente il film Ma come fa a far tutto?, della serie: Se fosse facile, lo farebbero anche gli uomini”, ecco in pratica è come essere Sarah Jessica Parker, o quasi.