In un mondo 2.0 come il nostro, in cui la tecnologia la fa da padrone, gli smartphone, i tablet e i social media hanno cambiato il sistema di relazionarsi tra le persone.
Ma attenzione, perché la tecnologia è uno strumento molto potente ma non onnipotente: ci sono cose che non si possono comunicare attraverso lo schermo di un cellulare o con una banale e impersonale mail.

Il dibattito sui pro e i contro delle nuove scienze tecnologiche è più vivo che mai e sono sempre di più coloro che si interrogano sulle conseguenze di una tecnologia sempre più invasiva: avere gli occhi costantemente fissi sullo schermo dei mille device che ci portiamo appresso ogni giorno ci distoglie dalla vita vera?
Questo è quello che si domanda anche Wind, uno dei principali operatori di telecomunicazioni integrati, a livello mondiale, che fornisce servizi voce e dati, attraverso una serie di tecnologie mobili e fisse tradizionali e a banda larga.

Nonostante la tecnologia sia la struttura portante di questa azienda, Wind sceglie di inserirsi in questo dibattito compiendo una piccola rivoluzione digitale: infatti, dopo aver parlato di trasparenza, chiarezza e semplicità, sceglie di fare un passo in più, di avvicinarsi al suo pubblico in modo ancora più impattante. Perché è vero che comunicare con i nuovi strumenti tecnologici è sempre più semplice e veloce, ma spesso gli uomini hanno bisogno di incontrarsi e parlarsi vis à vis: questo è il tema attorno cui ruota il un breve prodotto cinematografico destinato al web, un film universale che raggiunge un pubblico sicuramente molto ampio.

Un corto emozionante che ha come protagonista un uomo e i suoi ricordi – dai giochi da bambino all’emozione dei primi baci – in un gioco di flashback e rimandi continui. Al centro di tutto la figura del padre, che lo accompagna lungo tutto il suo percorso. L’uomo cerca più volte di mettersi in contatto con lui, con il cellulare, con una mail, non riuscendo mai a completare l’azione. Ha bisogno di qualcosa di più autentico. Perciò si mette alla guida e viaggia verso la casa dei genitori: deve incontrarlo e abbracciarlo.

“Perché, a volte, per comunicare davvero, la tecnologia non è tutto.”