Scrivo sempre riguardo a ciò che mi piace. Tecnologia, idee e, più in generale, di innovazione. Ho scritto (molto) sul mondo mobile, di idee super cool e di innovatori con la I maiuscola.

Per la prima volta scrivo di qualcosa di innovativo che non mi piace. Si tratta di Soylent.

E se non dovessi mai più preoccuparti del cibo?

La domanda qui sopra è l’elemento principale della homepage, contenente un video tanto esplicativo quanto terrorizzante.

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Sono venuto a conoscenza di questo prodotto parlando con un ragazzo norvegese, il quale mi ha confessato come per lui mangiare sia semplicemente odioso.

Mangiare implica prendere delle decisioni. Prendere delle decisioni implica impegnare tempo. Devi decidere quando andare a fare la spesa, al supermercato devi scegliere cosa acquistare ma soprattutto devi spendere troppo tempo a cucinare ciò che hai acquistato”.

Non pensate sia l’unico a pensarla così. In America già in più di 200.000 hanno iniziato a vivere grazie a Soylent.  L’idea alla base è semplice:

1. Ti iscrivi sul loro sito web, attualmente disponibile solo negli States (purtroppo per l’amico norvegese)
2. Decidi quante “buste” vuoi ricevere mensilmente
3. Ogni mese ti addebitano poco meno di 300 $
4. Bye bye frigo, pentole, posate e co.

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Cosa contengono le buste? Tutto l’occorrente (acqua esclusa) per seguire una dieta completa ed equilibrata.

Benefici di tutto ciò?
– mai più tempo sprecato al supermercato, di fronte ai fornelli o a maneggiare una forchetta;
– denaro, meno di 4 $ per pasto;
– dieta, bilanciata e completa;

E sì, il mio caro amico non vede l’ora che tutto ciò debutti anche in Europa. Dalle cifre disponibili online sembra  che l’idea piaccia e convinca. Per una prima consegna ai nuovi utenti, il sito parla di almeno tre o quattro mesi.

Mi ha chiesto cosa ne penso, e se una cosa del genere potrebbe funzionare in Italia. Semplicemente no. Perché?

Perché da buon italiano amo mangiare, la buona cucina, ma soprattutto convivare di fronte a un bel piatto di (in ordine sparso): spaghetti, pizza, mozzarella di bufala, spago cacio e pepe, carbonara, spritz, mortadella, amatriciana, prosciutto crudo, salame, polenta, tigelle, bruschette, risotti, fiorentina, ‘ndujua e pasticcio. Il bicchiere di vino è, ovviamente, scontato.

Ora ditemi: davvero sostituireste tutto questo ben-di-Dio con un frullato, tra l’altro insapore? Italiani, non scherziamo, su. Noi siamo quelli del “vivere per mangiare, no”. Il concetto di eat-to-live lasciamolo agli amici amanti dei frullati.

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