Il blog dovrebbe essere un diario, dovresti scrivere per te, in realtà è diventato un potente strumento di web marketing e per alcuni fortunati blogger è addirittura la prima fonte di reddito.

Sottolineo che aiuta nel posizionamento organico nei motori di ricerca che premiano i contenuti freschi; ecco perché, sempre più spesso, incontriamo siti con un un blog interno.

Lunga premessa, ora si parte.

1. Sei sicuro che per il tuo business abbia utilità?

Tutti hanno un blog allora lo apro anch’io”, brutto pensiero. E’ un investimento importante in termini di tempo e risorse. Non buttare alle ortiche i tuoi soldi!

Ti consiglio di:

– vedere se i competitors si sono attivati in tal senso: se qualcuno ci ha pensato prima di te, puoi valutare i risultati e capire se ne vale la pena;
– capire attraverso i Social se ci sono esigenze alle quali potreste rispondere con un blog.
– cercare forum, gruppi e community che trattano argomenti a te familiari.

E’ il minimo per capire se i tempi sono maturi e non ripetere gli errori altrui.

2. Quali sono i tuoi obiettivi?

Se dopo questa prima analisi reputi necessaria l’apertura del tuo blog è necessario definire uno scopo con indicatori di performance che ti aiutino a modificare e migliorare la tua comunicazione online.

Ti serve per farti conoscere o hai già un’attività avviata e vuoi fidelizzare i tuoi clienti, devi informare oppure promuovere un’attività?

Insomma, il blog monotono e generalista non piace a nessuno. Siediti e rifletti.

3. Di cosa vuoi parlare?

Ovvio, di quello che faccio”. Avresti anche le tue buone ragioni ma nel web non funziona così, qualsiasi sia il tuo obiettivo, se non pensi a essere visibile tanto vale stare zitti.

Devi pensare a posizionarti nei motori di ricerca e alimentare la condivisione dei tuoi contenuti. In entrambi i casi, se non usi le parole giuste è difficile conquistare il pubblico.

Verifica quali parole chiave utilizzare, scegli tutto quello che ti riguarda cercando di favorire le keywords più ricercate per il tuo settore e pensa ad una strategia che le comprenda.

Come si redige un piano editoriale

Scrivere per un blog è impegnativo perché dovete: ricercare argomenti di interesse, avere almeno 600 parole per parlarne, inserire delle immagini e impaginare perché sia una lettura facile e immediata.

E non è finita qui: l’efficacia è maggiore quando i contenuti vengono condivisi. Senza questa fase, con relativo incitamento a lasciare un commento, il gioco non vale la candela.

Vero, aiuta a posizionarsi in Google, ma uno dei suoi presupposti è l’interazione e senza questo ai cari vecchi algoritmi piaci di meno, e questo vale anche per chi vi legge.

Che si voglia o no ci piace far parte della massa, se vediamo che nessuno ha commentato non lo facciamo per primi noi e difficilmente torneremo a occuparcene.

Questo per dirti che ti serve una strategia. C’è chi scrive e basta, quello che pensa dice ma c’è anche chi preferisce organizzarsi.

Per Paper Project, per esempio, non ho un piano editoriale vero e proprio ma una regola generale di buonsenso: ogni settimana studio 8 ore. Quello che ho studiato te lo racconto. SEO, COPY, SOCIAL, WEB sono gli ambiti e mi preoccupo di formarmi per crescere ed essere sempre più competitiva sul mercato. Rendo efficiente il mio tempo e mi permetto di scrivere per questo magazine che mi piace tanto.

E per farti capire dove voglio arrivare, ti porto due esempi.

Salvatore Russo – il mio idolo in termini di comunicazione efficace: simpatico, irriverente e al tempo stesso preparato e professionale.
Scrive quando ha necessità di dire la sua, di fissare un momento o promuovere qualcosa che lo riguarda.
Non è il suo mestiere principale, è il massimo esperto di Google Plus in Italia a mio parere, e non solo, e Marketing Manager per 6sicuro, il quale ha già il suo sito e relativo blog e fatevi un giro per capire chi sono le penne che ci scrivono.

blog salvatore russo

Francesco Ambrosino – con il suo Socialmediacoso è un Panzer. Ci sono delle rubriche, che alterna, e a volte c’è qualche post in più per un argomento (ritornate alla domanda del punto 3): se fa tendenza se ne parla con più frequenza.

Aggiunge rubriche per non annoiare mai il lettore, ma mantiene le vecchie per farci sentire a casa e per sfruttare l’effetto novità: la cara quotidianità ci è necessaria e quando si dosano sapientemente gli effetti sorpresa tutto è più bello.

Infine, condivide costantemente nei suoi profili social, organizzatissimi a loro volta, commenta contenuti altrui, chiede consigli e si ingegna migliorandosi continuamente (fantastico il video tutorial per l’uso di Tweetdeck).

blog socialmediacoso

In conclusione, per me il piano editoriale non ha regole rigide e, se hai risposto sapientemente alle tre domande che ti ho posto, si scriverà da solo.

Mi piace ripeterlo e sottolinearlo: quello che ho suggerito può bastare? MAGARI!

Non c’è nulla di semplice nel web, non siamo soli, la concorrenza è alta. Ma quando si lavora bene, le soddisfazioni arrivano. Pazienta, fatti aiutare da esperti del settore, studia e sii felice ed entusiasta del tuo lavoro.

Grazie per avermi letto e buon #SEOSPIRITO!