Lo vedo molto spesso, le persone lasciano che uno strumento condizioni le loro vite, cambiandole: si fanno influenzare, guidare e sottomettere.

Non capiscono invece che: Sei tu che devi dover gestire la tecnologia, e non il contrario.

Vedo persone che sembrano incapaci di immaginare la loro vita senza uno smartphone, io mi domando: prima come vivevano?

Vedo persone che non comunicano più, anche se sono nella stessa stanza si mandano tweet su Twitter, messaggi su Whatsapp, mail da un computer a un altro.

Persone che non hanno più la curiosità e la voglia di aprirsi a nuove conoscenze: basta osservare la gente in metropolitana o sul treno, tutti chiusi in se stessi e chini a digitare sul proprio telefono.

Vedo genitori che invece di intrattenere il proprio bambino con qualche gioco istruttivo durante un pranzo fuori, gli danno in mano l’ultimo ritrovato tecnologico con installato un videogame. Così che impara fin da subito a isolarsi dal resto del mondo, invece di spronarlo ad uscire dal guscio e vincere la timidezza cercando un altro bambino nel ristorante con cui giocare.

Vedo adolescenti che non sanno cosa sia allontanarsi da casa e andare alla scoperta del mondo, senza la sicurezza che ovunque saranno gli basterà comporre il numero del “papi” e essere salvati. Mi ricordo che anche prendere semplicemente il treno per Milano (io abito nella lontana provincia di Varese, nella campagna) era un’avventura, perché se ti capitava qualcosa dovevi trovare da solo un mezzo per tornare, il cellulare una volta non c’era.

Vedo persone che scattano foto alla qualunque, foto impersonali che raccontano anche momenti estremamente privati o assolutamente noiosi. Si è perso il piacere di scattare una foto per ricordare un vero e unico momento importante, si è persa la voglia di fermarsi e godere semplicemente della vita, senza dover avere l’ansia di registrarla in un fotogramma e condividerla con milioni di sconosciuti.

Vedo persone che partono per le vacanze armati di qualsiasi mezzo digitale come una spedizione scientifica sul K2. Dove sono finiti quei viaggi dove le uniche cose che si portavano con sè erano il passaporto, una cartina, il cambio della moneta e la voglia di scoprire?

Vedo che la tecnologia sta cambiando la nostra vita in meglio su tantissimi aspetti, ma spesso invece di usarla semplicemente per quello che serve, lasciamo che prenda il dominio e ci trasformi in suoi sudditi.

Forse Matrix non è poi così lontano!