post di Serena Oliva

La mia tesi di dottorato in Design trattava di interazione e musei, e quindi non mi è parso vero poter partecipare all’evento di presentazione dell’ applicazione chei Musei civici di Palazzo Farnese hanno adottato per guidare i propri visitatori all’interno delle sale. Si tratta di un’app compatibile con iOS e Android, scaricabile gratuitamente da App Store e Google Play, basata su tecnologia IMApp (Indoor Mobility App). Il visitatore viene proprio accompagnato all’interno dello spazio perché sta visitando, grazie alla tecnologia iBeacon (i beacon sono emettitori Bluetooth con un raggio di azione che funziona fino a una distanza di 7 metri) che quando avvertono la presenza di uno smathphone (o tablet), inviano notifiche e commettono azioni.

descrizioneopera-PalazzoFarneseQuindi non appena iniziata la visita della Pinacoteca ho scaricato la app sul mio telefono: immediatamente mi è apparsa la mappa della stanza che stavo visitando, e per ogni quadro a  cui mi avvicinavo, la app mi forniva materiale per comprenderla al meglio. Il sistema infatti è in grado di fornire testi, contenuti audio, video e multimediali, e con un paio di auricolari, una voce legge per voi il testo mentre girate liberamente nel museo. Come poi mi capita sempre, ad un certo punto ho perso il gruppo di persone che erano con me, allora ho cliccato sulla mappa il punto che volevo raggiungere, e la app mi ha mostrato il percorso da seguire.

In pratica è come avere un navigatore che però funziona anche negli spazi chiusi, dove di solito il segnale di localizzazione si perde. Un’altra funzionalità utile nel caso si voglia vedere un’opera in particolare, ma non si conosce la sua posizione esatta e magari si ha poco tempo per la visita, è quella di poterla cercare nell’elenco opere, e automaticamente la app ti guiderà attraverso la mappa fino al punto di interesse indicandoti il percorso migliore. Con questo sistema si guadagna tantissimo in termini di usabilità, e l’utente non rimane frustrato, perché mentre le solite audioguide che troviamo ai musei sono ‘oggetti sconosciuti’, qui si lavora sul proprio smartphone, quindi anche chi non è particolarmente esperto di tecnologia può navigare con facilità perché già conosce lo strumento.

Per deformazione professionale ho seguito dei gruppi di persone senza farmi notare, un gruppo di giovani, che ovviamente erano abilissimi nella navigazione e nell’uso della app, ma che proprio grazie a questo cercavano un sacco di informazioni proprio per poter usare la tecnologia il più possibile. E ho seguito anche un gruppo di signore più avanti con l’età che erano molto titubanti all’idea di usare la app e quindi ridacchiavano tra loro e stavano un po’ in disparte quasi per nascondersi, ma una volta scaricata hanno iniziato ad usarla molto agevolmente ed erano felicissime della voce narrante perché a detta loro il carattere sul monitor era troppo piccolo per poterlo leggere con facilità.

Quindi l’utente non perde interesse perché ha un sacco di materiale di cui disporre, è soddisfatto perché riesce a usare la tecnologia e tutte le sue funzionalità e con questa tecnologia si eliminano anche i costi di acquisto/gestione/smaltimento dei vari apparecchi da parte del gestore del museo, perché ogni utente arriva già con il suo personale device.

Un altro valore aggiunto è che l’esperienza della visita può cominciare sia prima che dopo l’arrivo effettivo all’interno del museo: basta selezionare in anticipo le opere che si vogliono vedere e cominciare la visita virtuale da casa, e poi salvarle tra i preferiti e continuare a riguardarle anche nei giorni successivi. Io ho visto questa tecnologia applicata alla visita ad un museo, ma sono moltissime le sue potenzialità, specie nell’ambito del marketing di prossimità, con la possibilità di fornire promozioni, informazioni e sconti definiti sull’utente a seconda dei suoi spostamenti e della sua posizione.

Il progetto IMApp ha permesso di vincere il 1° posto nella StartCup Emilia Romagna – sezione Piacenza- a Ultraviolet, la startup fondata nel 2013 da Marco Boeri.