In tempo di crisi, una ricerca condotta da Deloitte mi ha molto colpita: il 50% degli Italiani dichiara di essere disposto a pagare anche molto di più per avere una connessione internet veloce; e quasi il 70% dichiara che con una connessione più rapida guarderebbe molti più video.

Gli italiani sono affamati di video online!

Il tema del video marketing si propone con grande insistenza soprattutto sul web. Ne abbiamo molti indizi: oltre all’indiscusso super potere sempre in ascesa di Youtube (il secondo motore di ricerca utilizzato al mondo), abbiamo Instagram, che alle foto ha aggiunto i video, Vine, un social che si basa unicamente su video in simil stop-motion, e una crescente galassia di siti di video sharing, hosting e ora anche di video making.

Questi segnali chiari devono farci pensare ad introdurre l’elemento video (attenzione a non confonderlo con gli spot TV) all’interno di qualsiasi strategia di marketing. E, come sono abituata a dirvi, presenta anche diversi punti di forza rispetto ad altri mezzi.

Il video emoziona e resta più impresso nella mente del consumatore che un testo, un suono o un’immagine (Thomas Metcalf). Ci sono ragioni psico-genetiche insite nell’essere umano che determinano il successo dei video sugli altri strumenti di comunicazione:

#1 la fisionomia facciale attira l’attenzione del cervello e conferisce affidabilità al messaggio;

#2 la presenza della voce conferisce informazioni aggiuntive e maggiore significato alle parole;

#3 le emozioni sono trasferibili attraverso il linguaggio del corpo e sono contagiose;

#4 i movimenti trattengono l’attenzione;

Questa predilezione dei video si nota anche nelle performance sui Social Media: i video sono i contenuti più condivisi e che creano un migliore engagement.

Un altro aspetto positivo nell’utilizzo dei video è il buon posizionamento sui motori di ricerca (SEO). Una ricerca Forrester ha mostrato come i video abbiano il 50% di possibilità in più di essere tra i primi risultati di Google rispetto a pagine con solo testo.

Non dimentichiamoci poi che, con la diffusione di smartphone e tablet, la fruizione di questi contenuti non ha più limiti di tempo o spazio.

Insomma, un marketer che si rispetti ha ben più di una ragione per cominciare ad informarsi sul Video Marketing e su come farlo al meglio.

Il primo aspetto da curare è di sicuro la qualità: non possiamo permetterci di realizzare video amatoriali se vogliamo che essi abbiano influenza sulle decisioni di acquisto dei nostri clienti e l’effetto virale tanto ricercato. Ciò non significa che vanno assunti registi e attori di Hollywood o che si debba spendere chissà quali budget: esistono ottimi strumenti, alla portata di tutti, che aiutano nel montaggio di video qualitativamente buoni, due esempi sono Animoto e Bravo Video.

Non ci illudiamo, la viralità è fatta solo e unicamente dagli utenti: non ci sono regole precise da seguire per fare dei video che siano visualizzati e condivisi da milioni di persone in modo spontaneo.

Esistono però degli elementi che possono aiutare il buzz:

Interattività: Youtube permette di creare dei video in cui è lo spettatore a deciderne lo svolgimento;

 

 

Simpatia: hanno più chance di essere condivisi i video divertenti, ironici e che fanno sorridere;

Behind the scenes: mostrare cosa accade dietro le quinte di uno spettacolo, ma anche della vita di un’azienda, di un team di calcio, di un personaggio famoso o della catena di produzione di un prodotto, soddisfa la curiosità innata degli spettatori;

Making of: avere la cura di non registrare solo le scene ‘buone’ dei video, ma anche i retroscena, gli errori e la preparazione è una buona pratica per avere dei contenuti extra da pubblicare;

Serial: molti aspetti che possono essere oggetto di video marketing, hanno anche una innata serialità. Creare contenuti “a puntate” aiuta la curiosità verso i nuovi episodi e la condivisione dei vecchi;

User Generated Video: fate un video contest e usate i vostri utenti per creare dei video con il loro punto di vista. Oltre a risultare più autentico, ciascun video avrà già in sé anche l’elemento viral.

Provate a cimentarvi in una di queste categorie e vedrete che piano piano, con la pratica, diventerete più bravi e veloci a pensare in modalità Video.