Se lavorate in un’agenzia creativa vi sarà capitato di partecipare a delle gare? Sempre più attuale è la cultura dei progetti “on speculation”, da sottoporre a committenti che non intendono investire in nomi anche conosciuti per acquistare professionalità e, appunto idee; piuttosto, mettono in palio, come un premio, un budget che i candidati devono accaparrarsi sconfiggendo altri competitori con un’idea, o un piano di spese, migliore.

Ogni creativo singolo, e ancora di più ogni agenzia creativa, deve affrontare a sua volta un budget di spesa per partecipare a queste gare. Gare che, solo se vinte, comporteranno un introito. Altrimenti, la sfida sostenuta sarà una voce di spesa senza ritorno.

Le agenzie milanesi Ready2Fly e Fasten Seat Belt hanno deciso di dire NO all’ON SPEC. Perché dire no all’On Spec significa costringere gli interlocutori, siano essi grandi brand o singole persone fisiche, a credere nel nostro lavoro, a scommettere sulla creatività che noi siamo in grado di dimostrare, senza “assaggiarci”, senza avere il privilegio gratuito di avere a disposizione diverse idee per un solo progetto, per poi pagarne una sola. FORSE.

Le agenzie creative vivono dei loro progetti. Ma troppo spesso si tratta di progetti che nascono sulle ceneri di altri, o che per vedere la luce devono necessariamente spegnerla su altri altrettanto validi, che non verranno mai ripagati.

I progetti hanno un valore specifico.

Quando andiamo al ristorante, non pretendiamo di assaggiare ogni voce del menu per poi decidere di pagare solo quello che affettivamente ha risposto alle nostre esigenze. Paghiamo ogni piatto che ordiniamo. Non si può vedere un film e poi decidere se pagare il biglietto o meno.

Deve esserci fiducia nell’autore, o nell’editore, o nel regista, che spinge al rischio di fare l’acquisto anche se c’è la possibilità di rimanere delusi e di doverne comperare un altro.

I clienti devono imparare che la creatività ha un prezzo.
Le agenzie sono il supermercato delle idee.
La creatività deve essere libera, non gratuita.
STOP! SAY NO TO ON SPEC PROJECTS