Ogni volta che escono notizie su un nuovo iPhone il mondo impazzisce – anche, soprattutto, quando a far capolino in Rete sono immagini un po’ sgranate e non ufficiali dell’ipotetico iPhone 6.

“Ipotetico” non perché Apple abbia intenzione di fermarsi alla quinta iterazione del suo smartphone, anzi: il sesto modello è nell’aria da mesi e siamo solo in attesa della rivelazione ufficiale. Ma “ipotetico” perché le foto non provengono da fonti ufficiali, e qualcuno ha già insinuato che si tratti di un falso. Se così fosse sarebbe un peccato: il nuovo design, ancora più sottile ed elegante del precedente (avanti di questo passo l’iPhone 10 sarà bidimensionale…), ci piace molto – anche se a uno sguardo critico non sfuggiranno alcune somiglianze forse eccessive con il rivale Samsung Galaxy

Dopo che Facebook ha introdotto gli hashtag nel tentativo di capitalizzare sul successo di Twitter, arriva la controrisposta del rivale (che rivale poi non è): Twitter si sta per rifare il look, e farà il possibile per assomigliare al social di Zuckerberg. Addio alla classica struttura verticale degli account e del flusso di tweet, addio al primato del testo sulle immagini, le pagine del sito dell’uccellino blu si “allargano” in orizzontale e fanno esplodere l’uso delle foto nella definizione dei profili. Avanti di questo passo, aspettiamo solo la fusione dei due social più usati al mondo in uno solo; suggeriamo il nome Twitbook, decisamente più musicale di Faceter.

Nude (o quasi), languidamente sdraiate a letto, rigorosamente in bianco e nero come si addice a un servizio pubblicato su Instagram: il magazine americano W segna un precedente interessante postando sul social, ben prima dell’uscita della rivista cartacea, l’intera collezione di scatti della serie Pillow Tweets (ma non eravamo su Instagram…?), che diventeranno poi servizio di copertina sul numero di marzo. Ma allora a cosa serve comprare la rivista?

Per l’App Store e Google Play è stata una settimana intensa, fatta di litigi, cause di plagio, scambi di insulti, giochi che danno dipendenza e per questo vengono cancellati. Per esempio: Candy Crush Saga, tre parole che nascondono un mondo (di 45 milioni di utenti) e una vera e propria ossessione («Non riesco a superare il livello 30!»), è balzato agli onori della cronaca per i motivi sbagliati, ovvero una causa di plagio da parte di un rivale, il quale a sua volta è a rischio-chiusura in seguito a questioni di copyright che… be’, che potete leggere qui, visto che sintetizzare la vicenda è impossibile. Com’è impossibile spiegare in breve la breve e intensa storia di Flappy Bird, App da 50.000$ al giorno di ricavi pubblicitari che è stata rimossa dagli store dal suo creatore perché «è come una droga» e che ha già fatto scuola e figli…