Si chiama Netiquette (dall’inglese net, rete e il francese étiquette, buona educazione), un termine nato più di 10 anni fa: sono le regole di comportamento da seguire su internet. Alcune di queste restano valide, altre invece si sono evolute negli anni, con la nascita dei social network.

Di questi tempi siamo raggiungibili in qualsiasi orario e in qualsiasi luogo, da Facebook a Twitter passando per WhatsApp, e questo può diventare alienante. Dovremmo (io in primis) riuscire a isolarci qualche volta, mettere offline la vita virtuale e tracciare confini netti tra la vita personale e quella 2.0.

Ogni mezzo di comunicazione ha il suo linguaggio e le sue regole: la buona educazione di un tempo vietava le telefonate a casa dopo le 21, oggi invece siamo sommersi da emoticons, sms e chat in cui ogni parola può essere un’insidia, dove se ci scappa una parola in maiuscolo equivale ad URLARE!

Quali sono le regole di bon ton da seguire su Facebook?

1) La prima regola è NO ai messaggi sibillini come status, se vuoi dire qualcosa a una persona in particolare usa i messaggi privati, ma non far sì che la gente passi la giornata a pensare “oddio è per me, cosa ho fatto?”, cosa che capita molto spesso a me, soprattutto se hai appena finito di parlare con quella persona. Inoltre puoi evitare di scrivere “sono in doccia”, “sto cenando”.

2) NO ai messaggi privati multipli, piuttosto usa una classica mail. Se si scrive a tante persone, chi risponde ai messaggi risponde a tutti, ed è fastidioso ricevere notifiche a raffica magari su un argomento a cui non siamo interessati.

3) NO ai messaggi in bacheca tipo “Serve sangue… diffondi per favore”, “Condividi anche tu la foca in via d’estinzione”, per tutte le cause più assurde di questo mondo.  Facebook serve per comunicare, non per diffondere messaggi di questo genere che per lo più sono fake.

4) NO agli status che riguardano il tuo lavoro o la vita professionale, non credere ma il tuo capo e i tuoi leggono tutto (se proprio non resisti… almeno applica un FILTRO così da nascondere lo status). E soprattutto non parlare male di altre persone, su Facebook ci si conosce per un motivo o per un altro… ancor di più quando si lavora nello stesso settore o città.

filtro_privacy

5) NO alla bacheca che diventa una chat, “ciao come va?” “e tu?”… piuttosto prenditi 5 minuti per una bella telefonata.

6) NO all’aggiunta selvaggia di contatti, conta la “qualità”, non la quantità. Anche perché potrai avere 4.000 “amici” su Facebook e poi non avere nessuno con cui uscire a mangiare una pizza.

7) NO al tagging selvaggio, in primis su foto di serate folli, o fotomontaggi, e soprattutto NO al tagging se vuoi spammare qualcosa (prodotto, evento, auguri di Natale, Pasqua, San Valentino). Anche qui la soluzione è applicare il filtro che permette di approvare i tag sia per i commenti in cui vieni citato, sia per le foto. Basta andare in Impostazioni sulla privacy.

tag_impostazioni

8) NO Poke please! Mi chiedo ancora perché sia nata questa funzionalità.

9) NO all’invito selvaggio. Se organizzi un evento a Milano non serve invitare TUTTI i tuoi contatti, anche il cugino lontano in Australia: è più probabile che blocchino la possibilità di essere invitati. Non sai come fare? Ecco qui la soluzione:

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10) NO ai profili accoppiati Marco&Anna, e neppure ai messaggi da “glicemia” tipo “Buongiorno amore mio ?”, “Ti amo tantissimo ???” e soprattutto niente foto mezzi nudi, avvinghiati in “limoni duro” e soprattutto niente foto di bambini e neonati, il web resta uno strumento rischioso, è meglio conservare le fotografie dei vostri piccoli negli album fotografici in casa…vi prego, la vita privata condividetela su altri canali, magari più umani.

La prossima volta affronterò le regole di Galateo per le mail!