Tutte le donne possono essere mamme e tutte le donne ne hanno il diritto, il problema sorge quando si è freelance, quando si lavora in proprio, il congedo di maternità è un concetto decisamente astratto da applicare.

La maternità è l’unica tutela reale per le lavoratrici autonome con partita IVA. Viene riconosciuta un’indennità della durata di 5 mesi, nei quali la mamma è obbligata ad astenersi dal lavoro, non potendo fatturare alcun genere di prestazione.

Per una freelance, smettere di lavorare significa perdere clienti, saltare scadenze o comunque “rimanere indietro”. Molte lavoratrici autonome scelgono di rinunciare all’indennità proprio per non smettere di lavorare e trovarsi in questa situazione. Sfortunatamente la legge sul lavoro è ancora oggi farraginosa.

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Come funziona il congedo?

Come anticipato è la “sospensione” dal lavoro per la durata di 5 mesi, due prima di partorire e 3 mesi post parto. Per utilizzare questo congedo bisogna essere iscritte alla Gestione Separata ed aver versato tutti i contributi nell’arco degli anni precedenti. Una volta compilata la richiesta (si può effettuare online), l’INPS vi pagherà l’indennità con un bonifico presso un ufficio postare o accredito sul vostro conto corrente.

Come si calcola l’importo mensile?

L’indennità è pari all’80% del reddito giornaliero dei 12 mesi precedenti all’inizio del congedo di maternità. In pratica reddito annuo/365. In pratica se hai guadagnato 35.000€ percepirai 76,80€ al giorno.

Quanto dura l’indennità?

L’indennità è pagata per il periodo di maternità che comprende: i 2 mesi precedenti la data del parto ed i 3 mesi successivi al parto. In caso di aborto, l’indennità è pagata per i 30 giorni successivi all’aborto purché avvenuto oltre il 3° mese di gravidanza.

Quali documenti servono?

  1. Il Modulo SR01 MAT (scaricabile dal sito INPS)
  2. Il certificato del medico che attesti la data presunta del parto
  3. Se si richiede la flessibilità (1+4 mesi) allegare lo stato di buona salute, in cui il medico dichiara che puoi lavorare fino all’8 mese di gravidanza
  4. Autocertificazione circa l’effettiva astensione dal lavoro

Se hai dubbi puoi rivolgerti alla tua commercialista, sarà in grado di fornirti maggiori informazioni sull’argomento.