Un tempo l’amore era quel sentimento scritto, raccontato, cantato su pezzi di carta, poi questo sentimento si è trasformato in Amore 2.0 e così, nel bene o nel male, questo sentimento ha preso una forma di comunicazione diversa.

Quelle che un tempo erano le relazioni personali si sono trasformate in relazioni di dominio pubblico. I social network di certo hanno solo “peggiorato” il tutto, infatti, e stranamente, ci sentiamo quasi costretti a dover condividere ogni momento della nostra storia attraverso Facebook. Ma perché ciò accade? Forse perché siamo portate a “commentare” qualsiasi relazione? Quindi ci ritroviamo ad avere una vita reale ed una digitale. I social network indubbiamente sono una scoperta di cui non possiamo farne a meno, o quasi, ma sempre più spesso capita che siano la causa della perdita dei valori della vita.

Sì, perché, nel bene o nel male, tutto passa da Facebook: in ogni momento, anche involontariamente, rischiamo di confondere la realtà con la vita “digitale”.

Ad esempio, su Facebook molto spesso le relazioni vengono condivise da tutti, comprese crisi e separazioni, insomma nel grande condominio tutti ne parlano, si spiano…è davvero quello che vogliamo?

Come si riconoscono le innamorate 2.0 tipo?

Eccone alcune:

Le romantiche: quelle persone che letteralmente intasano la bacheca dell’amato con messaggi alla “buongiorno amore mio ??”, che dedicano canzoni strappalacrime manco fossimo a “Top of the Pops”. Quelle che il sabato sera prima di dormire commentano la serata “Amore cena indimenticabile + tag”, ma danno il meglio sui mesiversari, attimi da Kleenex.

Le “non accetto che sia finita”: tipicamente le “ex” del più figo del gruppo che, per qualche strano motivo, continuano imperterrite a scrivere frasi sibilline, come “ti ricorderò come il fidanzato che mi ha fatto ascoltare la miglior musica”, nella speranza di riconquistare il Jamed Dean di turno. Praticamente, quelle che non capiscono il significato del “due di picche”.

Le colte: quelle che sfruttano l’archivio di pensieriparole.it con classe. Citano Baricco, Oriana Fallaci, Leopardi e poi gli unici libri che hanno letto sono la saga di 50 sfumature.

Le fotografe: si riconoscono dall’album “pucciness ?” con un archivio fotografico da far invidia a Getty Images, nel quale non possono mancare foto come: lui che dorme, lui che fa il cuore con le mani, lui che cucina, lui che guida e lui che gioca a calcetto. Per poi passare agli autoscatti con le teste inclinate ed incollate, e l’inesorabile limone duro con occhi chiusi.

Le status-addicted: si riconoscono dal cambio repentino di stato, quelle che durate un litigio sono già in “relazione complicata con..”, che, dopo il primo appuntamento, passano da “single” a “in relazione” (ma senza tag) per non far scappare lo sventurato (della serie sono occupata, ma lui non lo sa), e che, dopo la prima volta a casa sua, scatta il “fidanzate ufficialmente” perché hanno incrociato la suocera sulle scale e vale come visita ufficiale.

Le socialite: le più malvagie, in pratica si costruiscono un’immagine da perfetta fidanzata su Facebook, ma su Twitter corteggiano followers tra DM e tweets, sfoggiando le abilità da cacciatrici di prede (perché ovviamente lui non ha Twitter) quindi campo libero, olè!

Le screenshottare: quelle che “non cancello gli ex perché fa brutto”, ma collezionano print screen da condividere e commentare con le amiche. In pratica, sono le campionesse in “smontaggio” di ogni nuova relazione, “ma hai visto quella? Io ero molto più figa”.

Per fortuna il buon senso ed il significato di “vita privata” molto spesso viene capito, e così alcune persone preferiscono stupire il proprio fidanzato, con le classiche sorprese da “Scendi, sono qui sotto”, le telefonate fiume, gli “old style” sms e le emozioni reali, da “se sorridi è perché sono brava a far qualcosa”.

E non è forse più bello poter raccontare alle amiche, davanti ad un caffè, tutte queste cose, anziché doverle leggere su bacheche virtuali?

E voi tra amore 2.0 e 1.0 cosa preferite?