Noi ci proviamo, possiamo assicurarvelo!, a far passare almeno una giornata senza parlare di Facebook, delle sue strategie commerciali, delle ultime follie di Zuckerberg.

Ma la compagnia di Menlo Park viaggia a velocità supersoniche nella sua corsa verso la conquista del mondo, e solo negli ultimi sette giorni ha messo in fila una serie di traguardi che una normale multinazionale impiegherebbe mesi a raggiungere. Ha comprato Oculus Rift, sistema di realtà virtuale che promette di rivoluzionare il nostro modo di fruire dei social network. Ha superato il miliardo di utenti per le sue App, alla faccia di chi pronosticava un calo di popolarità. Ha annunciato di aver finalmente espugnato anche la roccaforte dei gamer, con quasi 400 milioni (!) di persone che sfruttano il social network per giocare a videogiochi. Ha persino investito due miliardi di dollari per portare Internet in tutto il mondo, grazie all’uso di droni a energia solare. E certo, ha fatto una figuraccia in Borsa, in tandem con Candy Crush Saga; ma forse a Zuckerberg questo interessa relativamente, e molto più importante per lui è scoprire che viviamo in un mondo (e in un Paese) in cui anche gli SMS sono diventati obsoleti in favore delle chat, visto il recente acquisto anche di WhatsApp.

Mentre il mondo intero diventa sempre più social, però, c’è un angolo d’Europa (e non solo) dove ogni giorno si fa un grave passo indietro. Parliamo, ma forse l’avete intuito, della Turchia, dove da una settimana il premier Erdogan ha deciso di bloccare prima Twitter e poi YouTube, in risposta alla circolazione di documenti che incastravano il governo in brutte storie di corruzione. Un gesto liberticida, a cui sono seguite proteste, sentenze del tribunale e soprattutto una reazione rabbiosa della popolazione turca, che ha impiegato poche ore per trovare metodi per aggirare i blocchi. Se unite quei puntini che partono da questa vicenda, arrivano fino in Russia dove Putin ha detto «no» agli iPad per paura di essere spiato dal governo americano, e terminate l’excursus proprio negli Stati Uniti dove il governo accusa Google e Facebook di aver venduto loro i dati personali dei propri utenti, be’… otterrete un quadro ben più complesso del semplice «in Turchia sono cattivi perché censurano Twitter».

E come sempre siamo finiti a parlare di cose tristi, mentre avremmo voluto raccontarvi anche qualcosa di divertente. Ma non è mai troppo tardi, come diceva quello, e allora usiamo queste ultime righe per qualche segnalazione più leggera, ma non per questo meno interessante. Per esempio la nascita delle prime “cyberolimpiadi”, dedicate ad atleti con protesi ipertecnologiche, una gara in cui a venire premiata sarà l’innovazione prima ancora della prestazione. O la scoperta che in Italia un bambino su tre legge libri su e-reader e non su cartaceo, alla faccia della nostra presunta arretratezza tecnologica. E se volete prepararvi al meglio per il resto del 2014, tre suggerimenti: il primo è di tenere sott’occhio questa lista, che comprende tutti i giochi che usciranno per PlayStation 4 nel corso dell’anno. Il secondo è, se volete cambiare smartphone, di prendere in considerazione il nuovo HTC One. E infine, se avete voglia di spendere tanti soldi e di fare file chilometriche davanti a una vetrina, tenetevi liberi per settembre, quando potrebbe arrivare iPhone 6