Aiuto, è crashato Facebook! E ora cosa faremo? Saremo addirittura costretti (argh!) a lavorare?! Ma… ehi, che succede, il social è tornato disponibile?

E allora cosa ci siamo preoccupati a fare? È stato molto divertente, e anche un po’ ridicolo, seguire la storia-lampo di #facebookdown, tre quarti d’ora di terrore puro che hanno attanagliato la Rete, ritrovatasi d’un tratto senza il suo luogo d’incontro preferito. Prime pagine dei quotidiani online che lanciavano la notizia come si trattasse dell’annuncio della scoperta degli alieni, Twitter che è esploso di hashtag e ironie varie, ipotesi sulla causa del crollo… e neanche un’ora dopo, allarme rientrato, e mezza Internet che s’è ritrovata senza niente da scrivere.

Sembra un semplice caso di follia collettiva, ma è specchio di qualcosa di più serio: Facebook è ormai diventato un punto di riferimento irrinunciabile per la vita di tutti. Ormai accettiamo qualsiasi cosa ci venga offerta da Zuckerberg, persino App copiate da altre App più famose e che funzionano meglio, addirittura (e qui arriviamo noi a mettervi in guardia) pubblicità costruite su misura per l’utente analizzando le sue ricerche su Google e il suo modo di usare le App di shopping per smartphone. “Faccialibro” è un colosso, in grado di influenzare il comportamento dell’intera Rete e di suscitare un interesse paragonabile solo a quello provocato da una qualsiasi notizia su un nuovo prodotto Apple. Per esempio iPhone 6, le cui prime immagini sono comparse in Rete questa settimana grazie a una (decisamente bizzarra) operazione promozionale: a mostrarne fieramente due modelli è stata una popstar di Taiwan, Jimmy Lin, che aveva già collaborato con la Mela ai tempi di iPhone 5.

E a proposito di smartphone e colossi! Questa settimana è stata anche quella dell’annuncio di Amazon Fire Phone, il primo smartphone di quello che un tempo era “quel sito da cui compri libri e CD per pochi euro” e che ormai è una superpotenza dell’intrattenimento. Fire Phone, che ancora non sappiamo quando vedremo in Italia, vuole battere la concorrenza di iPhone e Galaxy, e prova a farlo con un trucchetto affascinante: uno schermo in 3D, ma senza occhiali. Certo, niente di paragonabile, in quanto a stranezza, a oPhone, lo smartphone che spedisce gli odori…

Parlando invece di cose più serie: quanto spesso vi fidate di Wikipedia per reperire dati e informazioni? Già in passato vi avevamo messo in guardia contro l’abuso dell’enciclopedia libera, e ora scopriamo anche che non tutte le voci presenti online sono davvero “libere e gratuite” come sostengono di essere; per fortuna, quelle scritte su commissione verranno d’ora in avanti segnalate, per aiutarci a fare una tara di quel che leggiamo.

Infine, come sempre ci piace fare, chiudiamo su note più leggere e divertenti: questa settimana abbiamo scoperto per esempio che l’FBI ha distribuito ai suoi dipendenti un documento nel quale “spiega Internet”, e siccome i contenuti del documento rivelano un grado di familiarità con la Rete pari a quello di un rinoceronte ci siamo divertiti a prenderli in giro. E poi ci sono i videogiochi: quelli che tengono compagnia alla nostra Nazionale, quelli in saldo su Steam per i prossimi dieci giorni e quelli che vi consigliamo di giocare nel weekend. O anche stasera, mentre ingannate il tempo in vista della partita contro la Costa Rica