Mi ricordo ancora la mia prima vera campagna pubblicitaria. 20 anni, pochi mesi di esperienza in una grande agenzia di Milano. Un tema: l’amore.

Il panico.

Non perché dovessi inventarmi una campagna, ma perché ero appena stata lasciata dal “fidanzato storico”.

La creatività non si inventa, ce l’hai dentro, la si coltiva con il tempo, con la curiosità, con la voglia di imparare, sbagliare, guardare, fotografare. I creativi sono persone folli, lavorano di notte, di giorno, in treno, in macchina e sotto la doccia.

Non smettono di pensare neppure per un attimo, la loro mente è invasa da profumi, colori, emozioni, suoni e idee; tantissime idee.

I creativi soffrono, come tutti gli umani, per chi scrive è definito “il blocco dello scrittore” a me piace definirlo “il blocco da foglio bianco”, sì perché quando bisogna iniziare a creare qualcosa, da zero ecco che tutto si ferma.

Sembra magia quando improvvisamente nasce l’idea, e poi le parole, le immagini e le emozioni.

E poi, con la stessa magia, arrivano i “copiatori di creatività” e la televisione, il web, i giornali si riempiono di campagne di pubblicità che esprimono un “ma questo l’ho già visto!”

Ci sono i creativi trend setter e quelli “follower”, i primi lavorano notte e giorno, i secondi sono quelli che “studiano la concorrenza” aprono un file bianco e fanno mela+c e mela+v.

E così una Nutella diventa una Coca-Cola, ah ops! E se prima ci si trovava in Paradiso con Lavazza, ora lo si è con Nespresso e George Clooney (che non è poi così male), ed il bianco di Dash è PIÙ bianco di quello di Dixan.

Oltre al food, dove spesso i creativi sembrano lavorare nella stessa agenzia, mi è rimasto impresso un altro caso, più sottile, ma pur sempre un “clone”.

È il caso di Vodafone con il nuovo spot in onda questi giorni, notate qualcosa di strano…puoi?

E’ molto forte la similitudine con il claim di Fastweb “Immagina, puoi” che ormai ci accompagna da qualche tempo


Se è vero che tutti sono bravi a copiare, ma anche a creare, quale sarà l’evoluzione della comunicazione? Il consumatore diventerà il vero “creativo”? e perché no?

Sapete una cosa? Aprendo un dizionario, scoprirete che “copiare” è il contrario di “creare“.

Per fortuna qualcuno riesce anche a farci una risata sopra:

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